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Oggi, più che mai, editori e brand di ogni settore hanno l’impellente necessità di parlare la lingua dei lettori se vogliono fare una campagna di comunicazione e marketing di successo. Il recente annuncio di Playbuzz, che ha stanziato 5 milioni di dollari in finanziamenti aggiuntivi per creare contenuti interattivi per la “generazione Snapchat”, rappresenta soltanto l’ultima conferma di questo trend.

In quale direzione sta evolvendo la comunicazione digitale? Una cosa è certa. I brand che vogliono fare comunicazione online devono evolvere il formato dei contenuti per allinearsi alle aspettative e ai gusti degli utenti moderni.

Prendiamo come esempio lo smartphone. Il mezzo di comunicazione per eccellenza delle nuove generazioni. Richiede all’utente di essere un partecipante attivo e di interagire in continuazione con una miriade di applicazioni. Nonostante questo sia noto a tutti, e anche da un bel pezzo, molti marchi considerano ancora il loro pubblico e gli utenti in genere dei destinatari passivi delle loro campagne di comunicazione.

La comunicazione digitale è entrata a pie’ pari in quella che gli esperti hanno ribattezzato l’Age of Assistance: le persone, prima di cercare sul web informazioni su prodotti e servizi, cercano consigli, informazioni, guide. Come fare questo, come fare quello. I contenuti digitali, per suscitare l’interesse del pubblico, devono quindi risvegliare i sensi dei lettori, con informazioni che tanto nella forma quanto nella sostanza siano davvero utili e capaci di instaurare un dialogo reale col pubblico di riferimento.

Il tema del Digital Content è stato affrontato da Nomesia, agenzia specializzata nel marketing digitale, e Google, durante un seminario dedicato. L’adozione di un’appropriata strategia comunicativa incentrata sul Digital Content – uno strumento particolarmente efficace per applicarla è il digital magazine, uno spazio dove far confluire contenuti brandizzati e, soprattutto, utili per gli utenti – ha portato i clienti della web agency di Milano a raggiungere risultati sopra la media in termini di brand reputation ma soprattutto di tempo di permanenza (dai 2 ai 4 minuti rispetto alla media dei 15 secondi).

Ecco tre consigli di Google e Nomesia per elaborare una digital content strategy capace di ottenere simili risultati.

Video e contenuti multimediali

Sul web si leggono molti articoli che assomigliano a quelli pubblicati nel secolo scorso. Testi pesanti, intestazioni in grassetto e un paio di immagini. Se in questo lasso di tempo la società, la comunicazione e il marketing si sono evoluti così tanto, perché i contenuti devono rimanere come quelli di vent’anni fa?

Contenuti interattivi e ottimizzati

Un linguaggio immersivo riesce a trasformare anche il più noioso degli argomenti in una narrazione coinvolgente. Per far partecipare attivamente il lettore instaurando con lui un dialogo attraverso i contenuti serve che questi siano ricchi, rilevanti, originali, interattivi, aggiornati e, ovviamente, ottimizzati per i motori di ricerca.

Sfrutta la potenza del passaparola

Youtube è un mezzo potente per amplificare il tuo asset più prezioso: il tuo brand. 1 utente su 2 considera  il tubo il posto ideale dove coltivare passioni e interessi e il 41% vorrebbe che più aziende caricassero video aziendali per conoscere meglio prodotti e servizi. Per rendere virali i contenuti, sfrutta le tue pagine social e fai in modo che gli influencer parlino di te!

Nell’Age of Assistance i contenuti diventano centrali. Gli utenti cercano più contenuti che prodotti e brand. La pianificazione dei contenuti editoriali deve soddisfare entrambi: sia gli utenti che gli algoritmi di Google e degli altri motori di ricerca. I risultati sono frutto della convergenza delle singole componenti elencate. E ricorda: il futuro della narrazione è interattivo!